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    Denunce Ingiustizie> Letterina a Babbo Natale

    Caro Gesù Bambino, quest’anno per Natale ho fatto un pensierino a un dono inusuale. Non chiedo un modellino né il Lego né la Play, se ascolti ora ti spiego il dono che vorrei. Come di certo sai qua in giro ultimamente accadono dei guai che angustiano la gente. La fame, lo scontento, gli afflitti e gli ammalati capisco, mi dirai, ci sono sempre stati. Non c’è nulla di nuovo, per cui non mi lamento, o almeno solo un po’, per il funzionamento del mondo in cui mi trovo pieno di qui pro quo. Ma pure se ci provo, fra tante cose amare che devo sopportare di una - ti dirò - proprio non mi do pace: il fatto che un giullare, un truffatore nato si trovi a governare le sorti dello stato. È il capo del paese! Comprendi la questione? Non so se sei informato di tale situazione, dei conti delle spese, del debito sovrano, di chi - disoccupato - non giunge a fine mese mentre qualcuno invece fa vita da sultano. Magari hanno provato l’imbroglio anche con te spacciandoti per santa pure la Santanchè, dicendo di aver fede come sostegno e ausilio, ma sappia chi ci crede che parlano di Emilio. Sappia chi l’ha votato, credendo alle promesse, che invece che allo stato lui pensa ai propri guai e sempre al suo interesse. Ma queste cose in fondo (son poi sempre le stesse) di certo già le sai, sei tu che hai fatto il mondo e dunque capirai per quanto la sai lunga qual è la differenza tra cene e bunga bunga tra avere i giusti voti, un’etica, coerenza, l’onore, la coscienza… o invece Scilipoti. Tu grazie all’onniscienza conosci questi tarli prima che te ne parli, li leggi nei pensieri. E dunque, se son veri, vedi l’anomalia di questa patria mia. Ora, non è che speri tornino per magia Mazzini e Garibaldi e quella compagnia che fece i tempi d’oro, al posto dei ribaldi un Berlinguer o un Moro, De Gasperi o Pertini, D’Azeglio con Cavour. Lo so ch’è un’utopia, un sogno da bambini, ma qui siamo in balìa del re del putain tour. Qui siamo nelle mani d’una genìa di ladri ipocriti e ruffiani figli di dubbie madri, di ballerine e nani, politici cialtroni, rapaci tangentisti e giornalisti proni. Qui siamo intrappolati in questo vermicaio dove se c’è un onesto è l’ago nel pagliaio, da questo parlamento rifugio d’indagati ingordi ed attaccati ad un paese esangue come vampiri al sangue. Ecco qual è al momento la nostra situazione. E se di contro intanto langue l’opposizione tu mi darai ragione se poi confido alquanto, anzi direi soltanto, nell’aiuto divino. Perciò, Gesù Bambino, è questo che vorrei quest’anno per Natale, né il Lego né la Play, neanche un modellino né nulla di speciale ma un dono anzi banale: un paese normale.
     

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