Stage d'Inverno per gli studenti della nostra scuola tenuto presso il B&B "il Sogno di Gaia"
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Febbraio 2007
Una magica mattina di inizio febbraio il sole scaldava come fosse Aprile, ci ritrovammo tutti da Rosalba Zanfei: siciliana "doc" e mia allieva di quest'ultimo anno, la pi motivata del suo corso. Da alcuni anni gestisce magistralmente un B&B "Il Sogno di Gaia". Unisce la sua manualit ed una particolare dote ereditata dalla sua bisnonna per le mesolanze di sapori odori, fragranze, aromi, utilizzando: spezie, erbe ed unguenti come una naturale estensione del suo essere che, provata nella vita con suo marito dalla perdita dell'unica figlia che avevano avuto da sette anni appena (Gaia per l'appunto) l'hanno fatta continuare a vivere in tutto quel suo regno d'allora che sotto i suoi consigli e la sua costante presenza si magicamente trasformato in un piccolo angolo di paradiso dove pellegrini provenienti da ogni parte del mondo (poich hanno un sito in ben 4 lingue) trovano ristoro e s'immergono per alcuni giorni in un esperienza gastronomica e di pace interiore di cui solo la piattezza e l'apatia marchigiane sono capaci...
Quella mattina non eravamo molti, del resto in ogni occasione si scelga di fare uno stage quasi ormai una legge matematica che un 30% abbia altro da fare, cos pochi ma in numero "giusto" come sempre, abbiamo visto splendere il sole dentro e fuori di noi. Talvolta non neppure fondamentale ci che si pratica se lo spirito con il quale ci si accinge a vivere quell'esperienza positivo, volto all'incontro ed alla condivisione con l'altro. E di condivisione ce ne fu per tutti i gusti: dalla carne di cervo con porcini e salsette del trentino offerte da Teresa alla pastiera napoletana fatta con le mie mani. Tuttavia in questi anni di lavoro insieme sulla persona attraverso l'armonizzazione del gesto e la liberazione del proprio carattere dalle catene e dalle paure dell'ego, si diventati quasi parte di un'unica famiglia e ci si trova bene insieme, qualit oggi cos rara, senza ruoli definiti ma mettendosi in gioco ciascuno in prima persona con tutto se stesso mirando soprattutto alla verit dell'essere che all'apparire. -Il tempo che abbiamo su questa terra cos esiguo che quando si afferra anche per un solo istante il senso di tutto questo immenso "palcoscenico" creato ad arte per permetterci di compiere "il grande salto", non si torna pi indietro.
Cos abbiamo praticato tutta la mattinata l'Yi Quan ed il Pa Kua o Ba Gua, poi il mitico TaiJi Chen del M Yang Lin Sheng (tanto evoluto nelle sue applicazioni marziali che non sembra nemmeno Chen per come lo si vede praticare malamente in giro a livello sportivo mescolato per lo pi in forme che comprendono 4 stili). -Strano che dall'"arte del Non Fare" taoista da cui deriva il Taiji si sia giunti a "Fare" delle gare di TaiJi come se si potesse allo stesso tempo "Essere" vuoti di intenzionalit personale e aspirare invece ad un piazzamento riguardevole per non "perdere la faccia" che quasi sempre corrisponde ad un rientro economico... -Comunque ognuno libero di continuare a nascondersi dietro le pi sofisticate argomentazioni per giustificare a se stesso i compromessi sempre pi vistosi che via via snaturano completamente lo spirito la purezza e l'essenza stessa di questa meravigliosa arte fino al praticare una sorta di fitness new-age misticheggiante.
Non ovviamente il caso della mia scuola, o meglio del gruppo di amici che mi hanno rinnovato la loro fiducia e stima nel corso di questi ultimi cinque anni: da quando i vecchi istruttori si sono aperti ciascuno una propria scuola ed ho ricominciato, come sempre, da zero con i nuovi di turno.
Dopo quel pranzo che ebbe del fantascentifico per la mole, la qualit e la variet dei cibi che hanno passato in rassegna i nostri inadeguati ventri e palati, abbiamo fatto una passeggiata di un'ora e mezza in una natura ancora assopita nel sonno invernale che si offriva a noi con temperature, luci e colori che rispecchiavano appieno il nostro stato interiore. Vedemmo dall'alto un paesaggio incredibile a 360 con una luce radente del sole che tingeva di rosso tutte le colline mentre c'inoltravamo nel sentiero che chiudeva quell'anello che ci ha permesso di approfondire i legami tra di noi, troppo spesso superficiali e frettolosi.
Una volta a casa sfoggiai carrellate di video dai primi anni del wushu, dello shaolin, dell'aikido, degli esami e rare esibizioni pubbliche (ove mostravamo essenzialmente ci che facevamo in palestra senza stare tutto l'anno a preparare "i saggi di fine corso" a discapito della preparazione tecnica e lo sviluppo armonico degli schemi motori di base degli studenti...) fino ai maestri degli stili interni che ho avuto modo di conoscere ed alla scelta reciproca finale del mio attuale unico e vero maestro. Il tutto accompagnato da uno speciale the proveniente dall'ultimo viaggio della "Ros" ed Antonello, che ci fece da mascotte tutto il giorno facendo gli onori di casa, appena rientrati dalla Cina.
Che altro dire se non che nessuno se ne voleva pi andare per quanto siamo stati bene quella giornata: unico rammarico che, pur avendo via internet aperto la giornata ad oltre 1.000 contatti tra maestri, allievi e quant'altro provenienti da tutt'Italia al "prezzo di 15!" non abbia partecipato alcun esterno (siamo tutti troppo sazi di vita e superimpegnati) per goderci questa come tante altre indimenticabili occasioni per ricaricarci con quel sole dentro e fuori di noi.
M.C.